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La Cucina
Ferrarese
Nata dalla
millenaria tradizione contadina e rurale, arricchita dall'epoca
rinascimentale, studiata per secoli in funzione di banchetti e feste
sontuose, la cucina ferrarese può a ragione essere considerata
tra le più famose e apprezzate d'Italia. Accanto alle "Lasagne"
e ai "Cappelletti" (variante locale dei Tortellini), sono
popolarissimi i "Cappellacci" ripieni di zucca e parmigiano:
una straordinaria sintesi agrodolce di sapori tipici della cucina
rurale come la pasta e la zucca, un ricco tortello ripieno di morbida
polpa di zucca aromatizzata con noce moscata e parmigiano. Inoltre,
i "Passatelli", ottenuti con un impasto di pane grattugiato,
uovo e parmigiano, fatto passare per uno stampo apposito per ottenere
dei saporiti vermicelli che cadono direttamente nel brodo bollente
di gallina dove cuociono in pochi minuti. Da non dimenticare il
"Pasticcio di maccheroni", vero trionfo delle antiche
tradizioni cortigiane: una crosta di pasta dolce che contiene maccheroni
in besciamella e ragù bianco, insaporiti da funghi e tartufo.
Il più famoso tra i cibi di Ferrara è certamente il
pane, chiamato "Coppia" (in dialetto "Ciupeta"),
inconfondibile per la forma contorta ed elaborata che gli fu probabilmente
data da Cristoforo da Messisbugo, cuoco di Alfonso I ed Ercole II
D'Este. Tra i secondi, la reginetta è la "Salama da
sugo" nella sua ricetta unica estense. Si tratta di un insaccato
di carne di maiale mantecata con vino e spezie che viene servito
"al cucchiaio" dopo una lunghissima cottura a bagnomaria.
La mescolanza inusuale di carni di maiale, insaporite da vino e
spezie e lasciate ad essiccare per mesi nel loro involucro rotondeggiante.
Si mangia accompagnata da un purè di patate che ben si sposa
con il suo sapore forte. Con il maiale si producono poi il tipico
salame all'aglio, i cotechini e i salamini da cottura, a cui si
aggiungono, fra i secondi, i piatti a base di pollo e di gallina
faraona. Pampepato è il nome del più tipico dolce
ferrarese, inventato secoli fa dalle monache del venerato convento
del Corpus Domini e un tempo prodotto in casa per le festività
natalizie (gli anziani lo chaiamano ancora "Pan ad Nadàl"):
si tratta di un pan di spezie al cioccolato arricchito da una profusione
di mandorle e canditi e rivestito da una spessa crosta di cioccolato
fuso. Vi sono poi la torta di tagliatelle, la ciambella all'uovo
o "Brazadela", e una profusione di biscotti e pasticcini,
tra cui i "Mandurlin ad Pont", croccanti e dolcissimi.
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